lIE DOWN

Chapter I

Nasce tutto da una sensazione di disagio.

Il disagio di chi apre una porta e non sente il profumo di casa. Il disagio di chi cammina e non riconosce le strade che calpesta ogni giorno. Il disagio di chi è qui, e vorrebbe essere da un'altra parte.

Una volta che questo tipo di sensazioni si insinuano nella tua testa, non riesci più a liberartene. È come assistere all'esondazione di un fiume. Questa massa si espande, veloce e inarrestabile. Colpisce tutto ciò che trova sul suo cammino. Amicizie, relazioni, lavoro, studio, scelte di vita. Tutto viene sommerso e annega tra l'ansia e la certezza di aver fallito.

Incapace di comunicare agli altri il mio dolore, dovevo trovare il modo di comunicarlo a me stesso. Per la paura di affrontarlo, avevo seppellito il mio dolore. Lo avevo nascosto dietro una maschera. L'ho lasciato crescere ed espandersi dietro una non scelta, quella di lasciarmi trascinare dalla marea.

Avrei potuto rimanere in quel limbo per sempre, oppure rendermi conto che la situazione doveva necessariamente cambiare. Dovevo trovare una via per smettere di restare in piedi a ogni costo, di tirare avanti, di sopportare. Quando ci si è abituati a pensare che esista un solo modo di essere e di rimanere, è difficile anche solo immaginare l'esistenza di altre possibili soluzioni. 

Chapter II

Nella Bibbia è scritto che un corpo, pur essendo uno e solo, è diviso in molte parti. E queste parti, pur essendo molte e diverse, unite insieme, formano un corpo unico. Ma se una di queste parti non è in armonia con le altre, allora il corpo non potrà mai essere in armonia...

Io ero questo: un uomo scomposto sospeso in un limbo, che tentava disperatamente di fingere di essere in armonia con se stesso.

Chapter III

In quel momento, una parte di me è giunta al punto di rottura. Ha dato forma al mio senso di alienazione, ponendosi in contrasto con tutto ciò che mi ero convinto di essere fino a quel momento. Se la mia normalità artificiosa e costruita era rappresentata dallo stare in piedi, questa parte di me s'è ribellata nel modo più semplice e al contempo devastante che avesse a disposizione: sdraiandosi al suolo.

La reazione rispetto a un evento così al di fuori del normale non può che essere piena di curiosità, stupore, persino paura. I cambiamenti spaventano oltre ogni razionalità, ma incuriosiscono. E' su quella curiosità che si vuol far leva. Solo la curiosità può spezzare un'abitudine.

Chapter IV

La curiosità ha un sottile legame con l'incoscienza. Il desiderio di conoscere, di soddisfare quell'istinto di conoscenza, è spesso più forte della razionalità. E proprio per questo, conduce in luoghi senza riparo, in cui ci si trova soli e impotenti di fronte alla cruda verità. È come leggere dentro uno sguardo ed arrivare fino all'anima di una persona...

Chapter V

Ma la verità spaventa. Spaventa così tanto che la prima reazione è quella di riportare la situazione allo stato iniziale. Un ultimo tentativo di nascondersi. Di rialzarsi e fuggire da se stessi. Una mano tesa, in qualche modo invitante. Perché il lasciare le cose come stanno è sempre più facile. Non scegliere, ancora una volta. In fondo, lo hai fatto fino ad ora... no?

Chapter VI

Ma quella mano viene lasciata sospesa in aria. Ormai si è arrivati troppo vicino alla verità per fuggire ancora una volta. Resta solo un ultimo passo, un ultimo sforzo. Ed è forse quello più grande e difficile di tutti: riuscire a concedersi una possibilità. Agire, finalmente. Provare a trovare l'armonia perduta, sdraiandosi al suolo...

Chapter VII

Una volta provato, non si torna indietro. E non perché non sia possibile, ma perché non si vuole più farlo. Non voglio farlo. Qui sdraiato ho trovato l'armonia. Ho trovato la mia via di fuga. Ho trovato la mia felicità...

E in quella felicità ho smesso di sentirmi diviso. Ho trovato l'armonia in ogni parte di me stesso, fino a tornare a sentirmi un'unica entità. Non scappando, ma iniziando a vedere e sentire le cose in modo diverso. Agendo, per la prima volta. E in quel preciso istante, il mio disagio è sparito, e con esso il luogo che io identificavo come la causa.

Per liberarsi dalle catene, a volte basta cambiare punto di vista.

A volte, basta avere il coraggio di fermarsi e sdraiarsi al suolo...


"And suddenly life turns upside down, and you find out that is the right way"


padova fotografia festival - feel the land (2014)


Questo progetto è nato grazie alla splendida opportunità di partecipare alla seconda edizione del Padova Fotografia Festival. Il tema della rassegna era "Feel The Land" ed ha visto la partecipazione di importanti artisti quali Camilla De Maffei, Marco Bulgarelli, Giovanni Chiaramonte e Gianpaolo Arena.

Con i preziosi insegnamenti di Paolo Mazzo e Marco Monari, io e i miei compagni di avventura di Verona Fotografia abbiamo partecipato alla manifestazione raccontando il nostro modo di vedere il territorio. Io, per raccontare il mondo che mi circonda, ho deciso di raccontare la mia storia.


la strada di casa (2014)

Una delle cose in cui credo fermamente è la capacità dell'arte di trasformarsi, di assumere diverse forme. Il messaggio che un'opera d'arte rappresenta può essere comunicato al mondo in tanti, diversi e splendidi modi.

Per questo sono orgoglioso che il Capitolo VII di "Lie Down" sia divenuto la copertina di un libro. E non un libro qualsiasi, ma la raccolta di poesie "La Strada Di Casa" della poetessa Giulia Giarola, l'amore della mia vita.

I suoi versi raccontano un percorso che lei, io, tutti voi abbiamo vissuto. Raccontano la ricerca di un posto nel mondo, la ricerca di quel profumo riconoscibile tra mille, la ricerca di una strada familiare, che ben sappiamo dove conduce: la strada di casa.

Per acquistare il libro e scoprire la poesia di Giulia, andatela a trovare:

Sito Web: Pœt River || Facebook Page: Pœt River

Il Libro è disponibile su Amazon in formato fisico ed ebook: La Strada di Casa


ringraziamenti

Giulia: per essermi stata vicino prima e dopo la mia scelta di sdraiarmi al suolo. Per aver pazientato tutti quei mesi senza sapere nulla di questo progetto. Per amarmi ed essere al mio fianco ogni giorno

Veronica: per avermi concesso il privilegio di fotografarla, per essersi fidata ogni oltre modo di me, per essere una delle persone a me più vicine, per riuscire sempre a sentire

Jamie Thraves: per aver ideato il videoclip da cui è nata la metafora di Lie Down, opera che tutt'ora considero uno dei migliori videoclip mai realizzati

Marco e Paolo: per aver preso quella che era solo un'idea e avermi aiutato a realizzarla, per aver creduto in me, per avermi concesso la più grande opportunità della mia vita

Giulia, Andrea, Ivano, Valerio, Paolo, Corrado, Giuliano, Francesco: per essere stati dei meravigliosi compagni d'avventura, per aver creato arte vera in grado di ispirare ed emozionare, per uno splendido anno passato assieme

Alessio: per le ore passate davanti a uno schermo, per i pasti "salutari" al Burger King, per aver trovato un sistema per capire il comportamento del corpo umano in prospettiva, per aver sopportato ogni piccola variazione, per aver permesso che tutto questo prendesse forma

La Mia Famiglia: per avermi concesso di prendere la mia strada, per aver sopportato una grande delusione, per avermi ascoltato, per essersi commossi quel giorno, per quel "sono fiero di te", per avermi cresciuto e fatto diventare l'uomo che sono oggi

Carlo Alberto: per essere come me, per le lunghe notti prima della partenza, per avermi permesso di capire, per essere stato da esempio anche quando era l'ultima cosa che volevi essere

Roberto: per essere stato il primo a sapere, per non aver giudicato, per essere stato sempre lì ad ascoltarmi durante quelle cicche sulla panchina sotto casa tua

Enrico: per aver capito tutto prima di chiunque altro e per avermelo comunicato nel più bel modo possibile

Roberto, Marta, Kappa, Giulia, Carlo: per avermi regalato il mio momento da film americano, per esserci sempre, per essere la miglior famiglia che si possa desiderare

Rossi, Mello e Marabello: per una delle giornate migliori della mia vita, per il bar tour di Padova più insano e splendido che sia mai stato fatto, per gli abbracci agli sconosciuti, per gli "anni '80 ghe n'è?"

Tutti coloro che hanno visto, hanno chiesto, hanno osservato, hanno capito, hanno guardato di sfuggita, si sono posti delle domande, hanno avuto delle risposte...

...per tutto questo e molto altro, vi ringrazio dal più profondo del cuore.